Per un paziente, esporsi dal punto di vista emotivo è un atto profondo di compassione per se stessi; condividere il percorso attraverso un’elaborazione scritta in modo da aiutare altre persone “BLOCCATE” nel mettersi in gioco è un vero e proprio atto di coraggio da valorizzare. Pertanto, su consenso di Luca, scelgo di riportare qui sotto le sue riflessioni e le emozioni, alla fine di un intenso e ricco percorso di consapevolezza interiore e rinascita personale.
Un caso saluto a tutti i lettori, con la speranza che queste parole possano entrare nei vostri cuori!
“L’ultimo anno è stato per me un periodo di grandi cambiamenti e profonde sfide emotive. A ottobre si è ufficialmente conclusa la mia relazione, dopo tre mesi di convivenza da separati. È stato un passaggio difficile, carico di incertezze e momenti di fragilità, soprattutto per le ripercussioni su mio figlio di 9 anni, che inizialmente ha vissuto con sofferenza la nuova situazione familiare. Oggi, però, comincio a vedere in lui maggiore serenità, anche se la separazione è un evento che lascia comunque segni.
Parallelamente, il lavoro è rimasto una fonte importante di stress, spesso senza offrire lo spazio o il tempo necessari per elaborare tutto ciò che stavo attraversando. Nonostante ciò, ho avuto la fortuna di poter contare su alcuni amici al di fuori del contesto lavorativo: relazioni autentiche e profonde che mi hanno sostenuto nei momenti più complessi. A questo si aggiunge il supporto costante della mia famiglia, sempre presente, sempre vicina.
Fondamentale nel mio percorso di crescita e consapevolezza è stato l’apporto della psicologa. Grazie al suo aiuto sto imparando a riconoscere i miei bisogni emotivi, a prendermene cura e a costruire un equilibrio che prima sembrava lontano. Sto lavorando molto su me stesso, con l’obiettivo di stare bene e, attraverso questo benessere, garantire serenità anche a mio figlio, che è e resta il mio punto fermo, la mia priorità. Cerco di esserci per lui in modo completo, evitando eccessi, senza viziarlo ma senza neanche alimentare inutili tensioni o pregiudizi nei confronti di sua madre.
Un grande aiuto nella gestione dello stress e nella riscoperta di me stesso lo ha dato lo sport, momenti preziosi in cui ritrovarmi, sfogarmi, socializzare e ricaricare energie. Sono strumenti che mi aiutano a stare meglio, a sentirmi più forte, più lucido, più presente.
Oggi, il mio focus è chiaro: costruire un rapporto sano con me stesso, rafforzare la mia stabilità emotiva e vivere in coerenza con i miei valori. Solo così posso essere un punto di riferimento sereno e affidabile per mio figlio, che merita il meglio nonostante le circostanze”